Artestetica News http://artestetica.org La "testa dura" dei fatti. L'estetica del quotidiano in margine a "Il nuovo realismo è un populismo" edito da Melangolo http://artestetica.org/news/leggi/693/la-testa-dura-dei-fatti./ Mon, 17 Jun 2013 13:33:11 +0200 E veniamo ai nostri giorni nei quali si ripropone, (anche purtroppo in chiave di banale  politica ma il riferimento è illuminante) il problema dei fatti contro le interpretazioni.
"Il nuovo realismo è un populismo" è una raccolta di scritti edita da Melangolo, che in chiave anche ironica  si scaglia contro il "New Realism" di Maurizio Ferraris. Tralasciamo, in quanto poco interessanti e oggettivamente contradditorie, le critiche degli autori sostenute con entusiasmo da qualche recensore. Critiche  all'uso del termine inglese al posto di "Nuovo realismo" (il provincialismo, se non altro, se mai va individuato nello "scandalo" sull'uso della lingua estera peraltro da essi fatto  a profusione); o alla confusione che all'estero ingenererebbe il termine realismo usato da un italiano con il neo-realismo di De Sica e Rossellini; o infine al considerare il New Realism una ripresentazione in termini di " brand che serve a smerciare un'operazione di marketing filosofico una posizione vecchia di secoli (il realismo, appunto) a fini egemonici" (Guido Vitiello, La lettura, 26 maggio 2013). Ma, ancora Vitello, in rincorsa con gli autori, scrive che  "Populismo filosofico  è quasi un ossimoro, e così come non è stato Vattimo a inaugurare la società dell'immagine, così non sarà Ferraris a seppellirla. Perché è vero che Umberto Eco, arruolato anch'egli tra i "nuovi realisti", la sera non ha tempo per il bunga bunga perché legge Kant. Ma è anche improbabile, come scrive Laura Cervellione nel suo spiritoso saggio, che un  noto personaggio "tenga i libri di Baudrillard sul comodino".
Anche argomentando su contenuti di tal genere non si può non rilevare come la questione realismo/postmoderno sia importante, per non dire fondamentale, per la vita di una società come la nostra e per le scelte che, come dicevamo sopra, l'uomo deve necessariamente fare tutti i giorni. Verifichiamo infatti come, in estrema sintesi, la strada di Nietzsche sia l'opposto di quella tracciata da Kant, che quest'ultima serve quanto meno a non cadere nelle buche mentre l'altra ci porta alla mistificazione pura della  "società dell'immagine" e alla "nipote di Mubarak".
Quanto alle considerazioni (di incerta interpretabilità) circa la lettura di Kant e Baudillard rispetto ad altre di cui si intuisce il contenuto e ad Eco che sarebbe stato "acquisito" quasi a forza al New Realism, va detto, ricordate  alcune loro importanti pubblicazioni di quel periodo (Eco, "Kant e l'ornitorinco", Ferraris, "Estetica razionale"), che è dagli anni '90 che Umberto Eco e Maurizio Ferraris, in maniera autonoma e riflettendo sull'estetica kantiana, sono pervenuti alle stesse conclusioni circa la "testa dura" dei fatti. ]]>
I FRANCHETTI COLLEZIONISTI, Ca' d'Oro, Venezia, fino al 24 novembre 2013 http://artestetica.org/news/leggi/691/i-franchetti-collezionisti,-ca-doro,/ Mon, 17 Jun 2013 13:27:34 +0200 "DISOBEDIENCE ARCHIVE (THE REPUBLIC)", al Castello di Rivoli fino al 30 giugno 2013 http://artestetica.org/news/leggi/692/disobedience-archive-(the-republic),-al/ Mon, 17 Jun 2013 13:37:50 +0200 VENEZIA COME DISNEYLAND? http://artestetica.org/news/leggi/690/venezia-come-disneyland?/ Mon, 17 Jun 2013 14:00:34 +0200 "When Attitudes Become Form. Bern 1969/Venice 2013" di Gemano Celant inaugura alla Fondazione Prada di Ca' Corner della Regina l'1 giugno. Fino al 3 novembre 2013 http://artestetica.org/news/leggi/689/when-attitudes-become-form.-bern/ Tue, 11 Jun 2013 12:57:14 +0200 A Trieste, il convegno del FAI sul paesaggio http://artestetica.org/news/leggi/688/a-trieste,-il-convegno-del/ Tue, 11 Jun 2013 12:56:29 +0200 In queste poche righe troviamo sintetizzata la differenza tra l'eteica intesa in senso proprio, ontologico e fondante, che attiene all'esistenza dell'uomo ed alle sue necessità vitali ed ai rapporti etici con i suoi simili e con la natura, e l'estetica intesa nel modo corrente e riferita alla superfice più o meno gradevole delle cose. ]]> "L'arte è un romanzo", a Perugia, fino all'1 settembre 2013 http://artestetica.org/news/leggi/687/larte-è-un-romanzo,-a/ Tue, 11 Jun 2013 12:56:02 +0200 Arte ed estetica a EXPO 2015 http://artestetica.org/news/leggi/686/arte-ed-estetica-a-expo/ Tue, 11 Jun 2013 12:53:23 +0200
Diversi dunque sono i riferimenti agli aspetti culturali, a contenuto addirittura ontologico, dell’evento che meritano un approfondimento.

1) La organizzazione urbanistica dell’area espositiva.
Molto rilievo è stato giustamente dato alla struttura dell’area a forma di nucleo fondativo della città nell’antichità romana. L’area nasce infatti sulla base del “cardo” e del “decumano”, gli assi delle città romane che costituivano le strade principali che mettevano in comunicazione la neonata città con il circondario e cioè con la campagna. Simbolicamente dunque erano il modo in cui l’uomo si rapportava con la necessità di difendersi raggruppando le abitazioni a scopi difensivi (il sistema deriva dal modo di costruire gli accampamenti militari) tenendo aperte le vie del rifornimento di cibo che proveniva dal sistema agricolo- pastorale della campagna. Segnale forte questo della necessità del rapporto funzionale indispensabile tra l’uomo e la natura da cui trae il sostentamento.

2) I ripetuti riferimenti all’arte.
L’arte, fin dalle prime manifestazioni dell’uomo preistorico, ha avuto un ruolo fondamentale per la decifrazione del “reale” attraverso la sua rappresentazione simbolica ed anche la sua comunicazione ancor prima dell’uso del linguaggio.
Anche questo aspetto delle linee guida organizzative dell’Expo incide nel profondo della sostanza fondativa della stessa perché attiene non certo agli aspetti esteriori di quella che impropriamente viene definita “estetica” ma a quelli effettivi della valenza propriamente estetica dell’operazione nel suo complesso. Per estetica si deve intendere infatti il rapporto tra la sensibilità con la quale l’uomo si rapporta con il mondo ed il mondo stesso; rapporto che attiene ai suoi bisogni, alle sue necessità alla sua volontà di capire quanto lo circonda con i mezzi che ha a disposizione per la sua stessa struttura fisica, nella ricerca su cosa è funzionale alla sua vita sia come singolo sia in quanto inserito nella comunità che costituisce su basi primordiali elementari e “forti” come la città il cibo l’acqua il rapporto e l’equilibrio dell’uomo con la natura.

3) Le vie d’acqua
L‘acqua essendo l’antico elemento caratterizzante e fondativo della città di Milano ed in generale di tutte le città, lo è anche dell’area dell’Expo con uno specifico omaggio alla città ospitante. L’acqua, per una città, è elemento essenziale dal punto di vista della sua stessa possibilità di esistenza che è la stessa dei suoi abitanti. In aggiunta l’acqua svolge un funzione integrativa importante sia del sistema viario, sia di quello difensivo, sia di quello legato alla connessione della città con il circondario.
Per questi motivi dunque è stata prevista la costruzione di un sistema di vie d’acqua legata agli ancora esistenti navigli e che richiama espressamente la Milano che era fino a qualche decennio fa.

4) La collina mediterranea
Si tratta di una collinetta nella quale sono inseriti gli esempi delle colture mediterranee. Insieme agli altri riferimenti di carattere artistico ed estetico in senso proprio, come detto sopra, è l’elemento più interessante delle varie “strutture” dell’Expo dal punto di vista artistico.

Ricordiamo a tal proposito che DOCUMENTA, la più importante manifestazione artistica a livello mondiale, nella sua edizione dello scorso anno ha trattato in maniera diffusa e quasi precipua gli stessi temi dell’Expo. Ad esempio al parco dell’Orangerie, il Karlsaue, sono state collocate istallazioni di vari artisti che trattavano tutte il rapporto dell’uomo con la natura. Nello specifico ne ricordiamo due: una che ricostruiva con le medesime caratteristiche e con gli stessi materiali di riciclo gli orti cittadini ed un’altra che si riferiva simbolicamente all’acqua attraverso la rappresentazione dell’onda in uno specchio d’acqua inserito in un canneto (Massimo Bartolini, Senza titolo-Onda). Ma ve ne erano altre di contenuto concettuale molto simile agli argomenti preannunciati in questa Expo 2015: i semi da portare via e mettere a dimora da parte dei visitatori nei luoghi di origine e, per l’appunto la collina posta proprio nel grande prato davanti all’Orangerie, e che ospitava varie specie del mondo vegetale, sia di origine spontanea sia orticola sia floreale; era il lavoro del cinese Song Dong intitolato significativamente “Doing Nothing Garden”. Tra i due eventi si può individuare dunque una connessione così profonda quanto all'arte, l'estetica e quelle che saranno le necessità vitali dell’uomo per gli anni a venire che non può essere stata determinata solo dal “caso” ma anche dalla “necessità”. L’Expo, strutturato su queste basi e organizzato al fine di discutere di questi argomenti, non può che avere un importante sviluppo ed un successo certo. ]]>
I Nuovi Futuristi, dalla Galleria Arrivada di Coira (CH) alla Mesopica Contemporanea dall'11 maggio all'1 giugno 2013 http://artestetica.org/news/leggi/685/i-nuovi-futuristi,-dalla-galleria/ Wed, 08 May 2013 12:33:04 +0200 Gianantonio Abate, Clara Bonfiglio, Dario Brevi, Gianni Cella, Andrea Crosa, Battista Luraschi, Luciano Palmieri e Plumcake, tutti componenti dello storico gruppo costituito da Luciani Inga Pin ormai trent'anni fa.

La sua costante attualità  è data dal permanere e dal radicarsi ai nostri giorni del loro pensiero comune di artisti  "convinti che il presente diventa automaticamente un fatto storico" presente che tocca tutti i temi del l'attualità  dal fumetto al design alla pubblicità . 

Sabato 11 maggio alle 16.30, durante l'inaugurazione, Laura Bosio e Oreste Bossini incontrano gli artisti.

La mostra resterà  aperta fino al 1 giugno ed è visitabile su appuntamento.
E' allestita in località  Spiazzo, nel cuore del Parco di Montevecchia e della Valle del Curone a pochi chilometri da Milano.
Il piccolo spazio espositivo è all’interno di un rustico.

11 maggio - 1 giugno 2013
Parco di Montevecchia
loc. Spiazzo (23888 Rovagnate - Lc)
via Spiazzo 50 bis
info. 339.6203389
mesopicacontemporanea@gmail.com
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Il Bolero di Ravel secondo Marina Abramovic. All'Opéra Garnier, a Parigi, dal 2 maggio al 3 giugno 2013 http://artestetica.org/news/leggi/684/il-bolero-di-ravel-secondo/ Fri, 03 May 2013 09:12:49 +0200 La danza è la protagonista di tante performance artistiche di questi primi anni del XXI secolo. Ricordiamo che l’estate scorsa la danza è stata alla base del programma di Documenta sul presupposto che “tutti i saperi e le conoscenze danzano, con l’arte, insieme verso l’utopia”. La danza, dunque, come metafora della vita, di quella che include, che avvolge il tutto come il vortice che si crea nel movimento cosmico. Un vortice che accomuna amore e odio, passione e gelosia, vita e morte.

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work on the wall, work on paper http://artestetica.org/news/leggi/683/work-on-the-wall,-work/ Thu, 02 May 2013 10:51:19 +0200 Abbandonata la scultura, l’artista inglese ha iniziato a viaggiare con una semplice scatola di pastelli per documentare le impressioni e le atmosfere dei luoghi.
Questa volta presenta un ciclo dedicato a Giappone e Vietnam (la mostra si apre con l’opera nella foto). Wall (Vietnam) è un wall drawing che si sviluppa in verticale dal soffitto a terra (perché è così che lui lo realizza) e riassume in sé la poetica dell’autore.
Nella realizzazione dei suoi lavori su muro, Tremlett non perde mai di vista la specificità  di ogni spazio e dei committenti e vive il lavoro in galleria - temporaneo per definizione - come un’altra fase di sviluppo.
Questa stessa opera avrà  una nuova forma già  alla prossima Biennale di Venezia e così sarà  per ogni istituzione o privato che la accoglierà  perché non esiste un wall drawing uguale ad un altro date le tante variabili che determinano la creazione di questi progetti in continuo movimento.
I bianchi e gli scuri prevalgono anche negli altri lavori - pastello e grafite su carta - dedicati al Vietnam. Variano invece le geometrie che diventano orizzontali come i paesaggi originari per tornare verticali solo quando si passa al Giappone e i colori si arricchiscono dei rossi e dei blu.
La mostra si chiude con un ciclo diverso: delle fotografie. Torna qui il bianco e nero per una serie di appunti di un viaggio in Cambogia che rappresentano finestre. Vuote.


Studio d’Arte Contemporanea Dabbeni

Corso Pestalozzi, 1 - 6901 Lugano

ma-ve: 09.30 - 12.00 / 14.30 - 18.30
sa: 09.30 - 12.00 / 14.30 - 17.00
lu-do: chiuso
Tel Tel +41 91 923 29 80
info@studiodabbeni.ch
www.studiodabbeni.ch

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Dialogo d’arte alla Fondazione Erich Lindenberg (Lugano) http://artestetica.org/news/leggi/682/dialogo-d’arte-alla-fondazione-erich/ Mon, 22 Apr 2013 09:38:32 +0200 mission ad approfondire le ricerche sul maestro tedesco di cui porta il nome attraverso l'interazione e il confronto con altri artisti a lui affini.
Ospitato presso il nuovo Museo Villa Pia di Porza (Lugano), il primo “dialogo” che si mette in scena avviene all'interno di una stessa famiglia di artisti e vede confrontarsi Robert B. e Robertson Käppeli, padre e figlio, sulla rappresentazione della natura. Tra le sale del museo si incontrano, nelle opere esposte “faccia a faccia”, il procedimento tecnico laborioso e meticoloso del padre, che restituisce una visione monumentale e incantevole di scorci naturalistici e paesaggi montani, e la rielaborazione che ne dà  il figlio, una versione pi๠giovane, pi๠incline ai colori (in particolare a quelli del cerchio di Itten) e, per certi versi, pi๠tridimensionale.

Gli ambienti aperti e naturali dei Käppeli si pongono a loro volta in dialogo (e, talvolta, in contrasto) con gli spazi interni, quasi interiori, che caratterizzano le opere di Erich Lindenberg scelte per la seconda mostra da Tiziana Lotti-Tramezzani, curatrice della Fondazione.
Le piccole opere su carta, disegni e acquerelli che offrono uno spaccato sulla sua produzione meno nota al pubblico, giocano con l’apparire e lo svanire di forme e oggetti, mantenendosi sul confine tra definizione dell’oggetto e astrazione, e alludono a spazi interni che dialogano con la presenza umana, sia essa figura, ombra, un flash di memoria storica, una scultura o una struttura.


“Dialogo fra generazioni: Robert B. e Robertson Käppeli” e “Erich Lindenberg. Disegni e acquerelli. Un dialogo tra uomo e spazio”
24 marzo - 29 settembre 2013

Orari:
martedì 10-18, domenica 14-18.
Ingresso: CHF 5.-

Luogo:
Fondazione d’arte Erich Lindenberg,
via Cantonale 24, Porza (Ticino CH)

Per informazioni:

Tel. 078 608.96.94
E-mail: info@fondazionelindenberg.org
Web: www.fondazionelindenberg.org ]]>
"KEITH HARING, THE POLITICAL LINE" a Parigi, al MAM, dal 19 aprile al 18 agosto http://artestetica.org/news/leggi/681/keith-haring,-the-political-line/ Sun, 21 Apr 2013 20:20:47 +0200 PIERO MANZONI, allo Stadel di Francoforte, da giugno a settembre 2013; da ottobre a gennaio 2014 a Palazzo Reale a Milano http://artestetica.org/news/leggi/680/piero-manzoni,-allo-stadel-di/ Sun, 21 Apr 2013 10:13:52 +0200 Sensibilità  materiale http://artestetica.org/news/leggi/679/sensibilità -materiale/ Fri, 19 Apr 2013 17:46:55 +0200 La sua purezza evade da ogni genere di dogmatismo e di didascalismo, di ritualità  e confine e si esprime attraverso la pittura, l’installazione, la scultura e la fotografia cogliendo le possibilità  create dalla fusione delle tecniche.
Laura Santamaria scopre viaggiando le nuove materie che lavora per portare in superficie l’essenza di un luogo, di una cultura, di una società . E attraverso queste esprime se stessa.
Colpisce la sapienza di Laura nell’utilizzo dei pigmenti naturali: i suoi recenti lavori su carta trasmettono raffinatezza, equilibrio ed emozione attraverso le polveri che - a seconda dei casi - lottano, danzano o si abbracciano.
Ogni lavoro mostra una sfaccettutura di Laura che - dotata di profonda sensibilità  - coglie e modella per condividere i propri stati d’animo attraverso e con la materia.

M’interessa la zona che gli occhi vedono anche se guardano altrove.
Lì guardo, alla zona sfuggente che gli occhi non percorrono in ogni dettaglio, ma che conoscono.
Lo sfocato, la distanza, la memoria sono l’orizzonte entro cui si svolge la mia ricerca.
Lo stato emotivo, la percezione sensoriale sono i termini in cui scelgo di indagare la relazione tra me e il paesaggio, tra me e me, tra me e l’altro.

Laura Santamaria

È possibile visitare la mostra Linea Fiammeggiante
INAUGURAZIONE 19 APRILE 2013 ALLE ORE 18.30 presso la Galleria VILLACONTEMPORANEA Via Bergamo, 20 20900 Monza (MB)
 22 Aprile - 15 giugno 2013, da martedì a sabato dale ore 15 alle 19 o su appuntamento.










Laura Santamaria è nata a Monza nel 1976. Vive e lavora tra Como e Milano.
L'artista utilizza forme espressive diverse concentrando la sua poetica su disegno, fotografia ed installazione. Le sue opere sono state esposte in vari centri d’arte, in particolare: la mostra personale “Trilogie des Loches” - presso lo spazio Kunstraum t27, Berlin, (2012), “Geode” - Palazzo Ducale, Genova (2012), “Hypneroantipodeslapsus” - Mars, Milano (2011) “Lo Spirito della Casa” - Borgovico33, Como (2005); ed in esposizioni collettive di rilievo internazionale come “Plener” Museo Zwiazek Polskich Artystow Plastykow, Katowice, Polonia; “JCE - Jeune Creation Europeenne” Salone Itinerante di Arte Contemporanea; “BIJCEM - Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo”, Castel Sant’Elmo, Napoli.
Nel 2012 la residenza e public talk presso Kunstverein Neukolln, Berlino.
Inoltre è stata invitata al corso di formazione post-universitaria sull’arte contemporanea della Fondazione Spinola Banna per l’Arte di Poirino (To) con il Master Jorge Peris (2008/09). Tra i vari workshop a cui ha partecipato “Media in Flux” con Geoffrey Hendricks (2004); ed il Corso Avanzato di Arti Visive, Fondazione Antonio Ratti, Visiting Professor Giulio Paolini (2002).
Le sue opere sono state recentemente acquisite per la collezione di arti visive della Fondazione Artphilein.
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LOUISE NEVELSON, a Roma, Fondazione Roma Museo, Palazzo Sciarra, dal 16 aprile al 21 luglio 2013 http://artestetica.org/news/leggi/678/louise-nevelson,-a-roma,-fondazione/ Tue, 16 Apr 2013 18:01:10 +0200 MELOTTI E KLEE al Museo d'Arte di Lugano, fino al 30 giugno 2013 http://artestetica.org/news/leggi/677/melotti-e-klee-al-museo/ Fri, 12 Apr 2013 18:52:18 +0200 La collezione Netter, a Palazzo Reale a Milano, fino all'8 settembre 2013 http://artestetica.org/news/leggi/676/la-collezione-netter,-a-palazzo/ Mon, 08 Apr 2013 17:43:36 +0200 “Cosa te ne fai di queste porcherie!?” pare dicessero gli amici a Jonas Netter, rappresentante di commercio di origine  alsaziana ed ebrea ma parigino di destinazione e di amore per l’arte. Diventa il classico collezionista di “seconda generazione”, quella del “vorrei ma non posso”. Infatti stravede per gli impressionisti in quel momento in auge; ma sono divenuti ormai  inarrivabili per il suo portafoglio e “si adatta” a quegli sporchi, brutti e ubriaconi che a Montparnasse non riuscivano a sbarcare il lunario e rispondevano ai nomi di Modigliani, Soutine, Utrillo, Derain, ed altri meno noti. Netter, da buon collezionista, li compra tutti, anche Solà , Paresce, Fournier spinto da quella forza letteralmente viscerale che hanno in pancia  i veri collezionisti, per i quali l’acquisto di un’opera che li attira, diventa una specie di ossessione.

Ma, come ha insegnato Netter, e quelli come lui, raccogliere l’arte del momento non è mai un ripiego rispetto ad opere  di artisti già  affermati e quotati. Egli infatti si trovò ad avere rapporti con i suoi contemporanei che apparivano meno raccomandabili senz’altro degli impressionisti che li avevano appena preceduti, ma che rappresentavano, eccome, la conoscenza del loro tempo, la tradussero in   sensibilità  quotidiana e ce la tramandarono.

Quanto ai valori che oggi si attribuiscono a queste opere, sono relativi e frutto del mercato. Basta pensare che  Netter aveva l’esclusiva di tutta la produzione  di Modiglioni con 15 franchi al giorno pi๠le spese necessarie alla realizzazione delle opere. Ed è, giustamente, considerato un mecenate perché solo un amante dell’arte e del suo reale significato, può “buttare” denaro per finanziare quelli che, da ripetute testimonianze, dovevano apparire come dei reietti della società  e dei folli anche nelle loro ossessioni artistiche. Come Soutine che per superare, come è riuscito a fare, Rembrandt, ha tenuto il suo “Bue squartato” in casa per giorni e giorni incappando nella furia e nella denuncia dei vicini che non ne potettero pi๠del fetore che la carcassa, usata come modello,  emanava. Per il collezionista Netter un’opera valeva l’altra, un artista valeva l’altro, erano tutti figli suoi, una volta che aveva operato la sua scelta. Ha accumulato opera su opera perché per la raccolta originaria come la sua, non vale la riflessione della critica, che è  fredda e non sempre libera da pregiudizi di carattere intellettualistico. La scelta del collezionista, in quanto viscerale, è originaria ed è solo da essa che nascono le meraviglie che possiamo ora ammirare a Palazzo Reale, a Milano nella raccolta Netter.

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La questione del reale http://artestetica.org/news/leggi/675/la-questione-del-reale/ Wed, 05 Jun 2013 10:35:02 +0200 Un libro di Carlo Ossola, che esce in questi giorni in Francia dal titolo “La  Création e les Signes”, fa il punto sul rapporto del reale con la sua  percezione e  la sua rappresentazione.
Nell’introduzione Ossola parte da Caravaggio e dal famoso cesto di frutta della Pinacoteca Ambrosiana, per dire con  Michel Butor che quella frutta costituisce una presenza costante e riflettere con Maurice Merleau-Ponty che trattasi di  "fondo immemoriale del visibile" che supera "il dilemma della figurazione e della non figurazione" in quanto "nessuna pittura, per quanto astratta, può eludere l’Essere". È l’"immanenza inafferrabile" di Klee, il rapporto eterno tra il guardare ed il vedere. È quel "vedere attraverso" dell’arte che "aggiunge o disvela il colore del tempo, toglie alla cosa messa in scena il semplice essere qui di corpo".

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Gli anni Sessanta nelle Collezioni Guggenheim - Oltre l'Informale, verso la Pop Art. All'Arca di Vercelli fino al 12 maggio 2013 http://artestetica.org/news/leggi/674/gli-anni-sessanta-nelle-collezioni/ Wed, 03 Apr 2013 11:39:39 +0200