Negli atti ufficiali della presentazione dell’Expo 2015 che si terrà in quell’anno a Milano c’è un continuo riferimento, ora diretto ora indiretto, all’aspetto culturale dell’evento che quasi sovrasta il tema specifico per cui è nato che attiene al problema globale della nutrizione degli abitanti del pianeta negli anni e forse anche dei secoli a venire. L’EXPO si propone infatti di individuare l’equilibrio tra la crescita della popolazione mondiale, il cibo e l’incremento della sua produzione nella compatibilità della tutela dell’ambiente. Tra i temi programmatici c’è

Da Chomsky alle donne-artiste di Altamira e Lescaux

Roberto Pacchioli

A margine degli studi recenti sulla teoria del linguaggio si profila una importante “scoperta” sul rapporto della donna con l''arte. Lungi dall'essere una  banale rivendicazione di genere la teoria che proviamo a riassumere e sintetizzare è invece legata proprio alla storia dell'evoluzione.

Partiamo da Noam Chomsky e dalla sua teoria della “grammatica universale” del linguaggio che lo svincola dalla soggettività e dalla razionalità umana e lo lega alla struttura degli organi fonetici per come sono evoluti dopo il definitivo raggiungimento della stazione eretta.

Questa ulteriore evoluzione ha dato all'uomo un'altra forma di espressione e dunque di linguaggio, quello gestuale delle mani. Infatti liberando gli arti anteriori dalla funzione originaria di locomozione e stazionamento sono “nate“ le mani con la loro funzione segnico-gestuale e manipolatoria.

Come è stato osservato queste due funzioni oltre che proprie in maniera specifica del linguaggio come comunicazione lo è anche di quella forma di linguaggio segnico-simbolico che è l'arte, fatto di immagini, di realtà trasfigurata, simbolizzata e anche sognata.

A queste riflessioni la storia dell'arte legata a quella della linguistica ne stanno aggiungendo un'altra..

Una differenza caratterizzante tra tutte le altre specie animali e la specie umana è quella della netta e rilevante differenza dei tempi necessari affinché la prole diventi autonoma. Questo lunghissimo tempo  la stessa lo passava, anche solo per motivi di nutrizione, insieme alla madre nei ripari naturali costituiti dalle grotte. Fu qui che le madri educarono i figli anche e soprattutto al linguaggio ed è plausibile che per fare ciò si siano avvalse della possibilità di utilizzare anche il linguaggio segnico e simbolico dell'arte quasi usando le grotte a mò di lavagna.

(n. 2012/3 de il “Sogno della Farfalla”; Atti del convegno “Sull'origine del linguaggio e delle lingue storico-naturali: un confronto linguisti e non linguisti”, Milano, organizzato da Emanuele Banfi e Telmo Pievani)

sabato 14 luglio 2012 ore 22:28
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