E’ molto meritoria la pubblicazione da parte di Einaudi del più noto lavoro di Walter Benjamin “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”, traduzione di Enrico Filippini, la cura e le note di Francesco Valagussa e “Con un saggio di Massimo Cacciari”. Il merito maggiore è quello di riproporre un testo che è entrato nella leggenda e nel citazionismo generalizzato che spesso è basato su interpretazioni più o meno corrette piuttosto che sulla lettura. Editarlo  ad un prezzo molto basso (euro 8 pagg. 154) , da collana economica (nonostante il

Jean Clair, "L'inverno della cultura"

E’ uscito da poco in Italia per le Edizioni Skira l’ultimo libro di Jean Clair dal titolo “L’inverno della cultura” che affronta il tema della sfrenata mercificazione dell’arte e la trasformazione dei musei in “empori-depositi” nei quali “milioni di curiosi circolano nelle sale senza più  essere in grado di capire quello che vedono”. Fenomeno  conseguente è quello della tendenza a delocalizzare l’arte in luoghi, come i nuovi musei che sono essi stessi delle opere d’arte, che assorbono esclusivamente su di  sé la curiosità del visitatore che dunque privilegia il contenitore rispetto al contenuto; altro fenomeno quello di “strappare” l’opera dal luogo di origine per il quale era stata creata e con il quale è intimamente connessa.

La reazione a volte scomposta della critica militante a questo libro  (qualcuno è giunto ad accusare Clair di “sputare sul piatto nel quale ha mangiato”) ci induce a pensare che le riflessioni del critico francese abbiano colto nel segno. E' per questo che, dopo aver già commentato il libro (Jean Clair: basta con l'opera feticcio"), vogliamo ritornare sull'argomento in questa sezione dedicata alle segnalazioni .

(Jean Clair, “L’inverno della cultura”, Edizioni Skira, pagg. 112, euro 16)

lunedì 09 gennaio 2012 ore 09:22
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