Brera e la sfida della complessità, dialoghi su arte e scienza

Il cortile dell'Accademia di Belle Arti di Brera
All'Accademia di Belle Arti di Brera, a Milano, una serie di incontri su arte, scienze e complessità, intitolati «Epistemologia dell'artificiale».
I realtori appartengono a diverse istituzioni universitarie e rappresentano discipline differenti, dalla filosofia della scienza all'informatica elettronica, alle scienze politiche.
Gli incontri sono organizzati dal
CRAB, il neonato centro di ricerca dell'Accademia milanese, in collaborazione con il
CE.R.CO, il centro di ricerca sulla complessità dell'Università di Bergamo.
Al di là del calendario, che seguiremo con interesse (il Crab ha intenzione di mettere a disposizione i testi di tutti gli incontri), la vera notizia per il momento è l'idea stessa di una collaborazione trasversale tra le diverse discipline dello scibile umano, senza soluzione di continuità, in vista della conoscenza. Conoscenza che per sua (ma sopprattutto nostra) stessa natura non può che essere un continuo processo in divenire e mai data una volta per tutte. Per questo, ogni contributo, da qualsiasi disciplina esso arrivi, è il ben accetto.
Segnaliamo la lectio magistralis del 10 marzo tenuta da Gianluca Bocchi, docente di Filosofia della Scienza all'Università di Bergamo e ispiratore del Centro di ricerche sulla complessità attivato dalla setssa università.
Bocchi ha esposto, con la chiarezza e l'eloquio che da sempre contraddistinguono le sue dissertazioni, il concetto di «emergenza» in campo scientifico.
Sintetizziamo qui alcuni spunti di riflessione, ripromettendoci di pubblicare il testo integrale quando sarà disponibile.
Emergenza e creatività
L'emergenza è ciò che irrompe in un sistema ritenuto chiuso, fisso e pervedibile, rompendo la regola, creando alterità e dunque complessità.
Pensare la possibiltà dell'emergenza (soprattutto nel campo delle scienze esatte, descrittive, prescrittive e predittive come l'astronomia e la fisica) significa cambiare paradigma, per dirla con Thomas Kuhn (
Thomas Kuhn, La struttura delle rivoluzioni scientifiche): le leggi che regolano il mondo possono cambiare, l'uomo e il mondo sono prodotti storici e non oggetti passibili di misurazione predittiva.
È la rivincita del particolare sull'universale, sul canone. Il salto concettuale è importante e fecondo: le possibilità sono infinite e l'istante conoscitivo prende il sopravvento sulla regola come dogma assoluto. Si vive e si parla dell'hic et nunc, il qui ed ora esperito dall'uomo, immerso nel mondo. La sintonia con la ricerca di Derrick De Kerckhove è evidente. La conoscenza si storicizza e si produce in ogni istante nella relazione dell'uomo con il mondo.
Nulla di più di questo può essere detto, soprattutto con la convinzione di dire qualcosa di diverso da un racconto mitologioco che ha come protagonisti concetti come la verità, la realtà, la caratteristica universale, la regola.
L'emergenza creativa, a questo punto, entra a pieno titolo a far parte delle modalità conoscitive dell'uomo, nè più ne meno di altre.
Il prossimo incontro,
Epistemologia dell’artificiale: robotica, cognizione, emozione, sarà il 18 marzo 2010 alle 14,30 nel Salone Napoleonico dell'Accademia, in via Brera 28, a Milano. Il relatore ospite saà Luisa Damiano (University of Hertfordshire UK).
Cos'è il CRAB, Centro di Ricerca Accademia di Brera
È un Centro Studi di Cultura Visuale. Nel CRAB confluiscono le competenze di docenti e di ricercatori del:
* Dipartimento di Arti Visive dell’Accademia di Belle Arti di Brera di Milano
* Dipartimento di Filosofia dell’Università Statale Milano
* Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano
* CE.R.CO Centro di Ricerca Epistemologia Complessità Università di Bergamo
* DEEI Dipartimento Elettronica Elettronica Informatica Università di Trieste
* Dipartimento Scienze Politiche Università degli Studi di Trieste
* College de Philosofhie Paris F
* University of Hertfordshire UK
Le linee guida del CRAB interessano il campo dell’arte contemporanea, della scienza e della filosofia, con particolare riguardo alle problematiche relative all’ambiente, alle nuove tecnologie, alla bioetica, all’epistemologia, ai fondamenti e all’ontologia dell’arte.
Le aree di interesse e di studio del CRAB sono quelle legate al mondo della conoscenza, della ricerca e del pensiero sull’arte. Esse vengono affrontate e sviluppate attraverso iniziative di produzione di materiali documentari delle stesse attività di ricerca, iniziative editoriali e scientifiche, didattica universitaria e post-universitaria, convegni e incontri, produzione di mostre, di eventi espositivi e la creazione e la gestione di una videoteca di carattere interdisciplinare. Le attività elencate si svolgono in collaborazione con organismi di ricerca nazionale e internazionale, strutture museali, enti pubblici e fondazioni
Cos'è il CE.R.CO, Centro di Ricerca Epistemologia Complessità Università di Bergamo
È il centro dell'Università di Bergamo dedicato alla complessità, ispirato da
Giuanluca Bocchi, docente di Filosofia della scienza all'università di Bergamo. Bocchi ha scritto e curato, insieme a Mauro Ceruti, il volume che ha aperto il dibattito sulla complessità in Italia:
La sfida della complessità, Feltrinelli Milano, 1985 - nuova edizione Bruno Mondadori, 2007.
Gli indirizzi di ricerca si articolano lungo molteplici direttrici: la riflessione sull'identità umana all'interno della Natura la storia planetaria in una prospettiva ecologica, la comprensione della storia e delle trasformazioni del pensiero scientifico e filosofico, l'analisi dei processi di mondializzazione, lo studio dell'Europa, l'esplorazione degli spazi urbani e metropolitani, l'interesse per le tecnologie informatiche, la riflessione sulla nuove frontiere del sacro, della violenza e della guerra.
Le linee di ricerca costruiscono un intreccio di molteplici interconnessioni transdisciplinari dove emerge che la complessità del sapere è prima di tutto il riconoscimento della complessità della Natura, irriducibile a qualsiasi paradigma preordinato.
Il pensiero della tradizione occidentale nell'età moderna si è basato principi essenzialmente di riduzione, astrazione e divisione, secondo il «divide et impera» militare. Esso isolava e ancora isola i processi della Natura e della conoscenza gli uni dagli altri, privilegiando lo studio di unità minime o parti costitutive dei sistemi, senza invitarci alla difficile comprensione delle solidarietà, delle interazioni e delle connessioni reciproche da cui derivano quelle stesse unità come nodi complessi e per nulla elementari. Le separazioni disciplinari e l'iper-specialismo, che ancora dominano la nostra cultura occidentale, rispecchiano la frammentazione operata dal nostro modo di pensare e le corrispondenti forme di dominio dell'uomo sull'uomo, dell'uomo sulla donna, dell'uomo sulle altre specie e sulla Natura. La tradizione scientifica moderna ci ha consegnato un pensiero schematico e riduzionista, incapace di concepire la complessità della Natura e dell'uomo nelle sue molteplici dimensioni a tutti i livelli.
Sono state le rivoluzioni scientifiche del Novecento, le rivoluzioni della relatività, dei quanti, del caos, dell'informazione a permettere l'individuazione di una nuova via da percorrere all'interno delle scienze contemporanee e il superamento della divisione fra scienze umani e scienze naturali in una «Nuova Alleanza».
La sfida della complessità è quella di ricomprendere ciò che è stato diviso, cercando di riconoscere la rete inestricabile di connessioni reciproche tra i processi che sono stati arbitrariamente separati e isolati. Il pensiero complesso cerca di promuovere un sapere in grado di riflettere criticamente su sé stesso, capace di riconoscere i propri limiti e di aprirsi al rispetto delle alterità etniche e culturali, in quanto non più costitutivo di una conoscenza scientifica che si considerava assoluta per decretare la superiorità occidentale e per legittimarne il dominio; il riconoscimento della complessità implica una nuova prospettiva etica che si costituisce in nuove nuove forme di solidarietà planetaria e cosmica, al di là delle differenze di cultura, di religione, di etnia, di genere e di specie.
mercoledì 10 marzo 2010 ore 20:18
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