Si dice spesso che l’arte sia affetta da strabismo. Vive  periodi nei quali il suo sguardo è rivolto al passato ed in altri  al futuro. I nostri giorni sono, evidentemente non senza motivo, caratterizzati da molte ricerche solo ed esclusivamente  rivolte al presente, addirittura all’attimo. Quella di Marina Abramovic è tra queste. Le sue sono “performance” vissute, è proprio il caso di dire, in prima persona, alla cattura dell’istante nella scoperta della sua identità e, con essa, dell’essenza dell’arte. Il suo corpo è il riferimento interno ed

Il corpo e la carne, l'hic et nunc di Marina Abramovic

Si dice spesso che l’arte sia affetta da strabismo. Vive  periodi nei quali il suo sguardo è rivolto al passato ed in altri  al futuro. I nostri giorni sono, evidentemente non senza motivo, caratterizzati da molte ricerche solo ed esclusivamente  rivolte al presente, addirittura all’attimo. Quella di Marina Abramovic è tra queste. Le sue sono “performance” vissute, è proprio il caso di dire, in prima persona, alla cattura dell’istante nella scoperta della sua
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Roberto Pacchioli

La comprensione dell'opera d'arte tra Beuys e Holler

L'accusa più comune che viene fatta all'opera d'arte contemporanea è quella dell'incomprensione per il fruitore e la necessità che essa passi dalla interpretazione del critico o comunque degli addetti ai lavori. Una riflessione molto articolata sul punto è stata fatta in un incontro con studiosi e scrittori sviluppatosi durante tre giornate nel febbraio del 1985 tra Wangen e Achberg, in Germania. Protagonisti, oltre al pubblico, tra gli altri Joseph Beuys e Michael Ende, il noto
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Roberto Pacchioli

L'estetica secondo McLuhan

Marshall McLuhan nel saggio “La lettura e il futuro dell’identità privata” indaga un aspetto interessante del rapporto tra la scrittura e l’identità, e dello stesso in rapporto con la storia, per capire come essa si è determinata in “occidente sulle basi greco-romane e per come sta mutando in “oriente” per la ormai terminata sostituzione con il nostro alfabeto fonetico di quello basato sugli ideogrammi. Anche la cultura e la società orientali, secondo McLuhan si
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Roberto Pacchioli

Walter Benjamin: ieri, oggi e (speriamo) domani

E’ molto meritoria la pubblicazione da parte di Einaudi del più noto lavoro di Walter Benjamin “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”, traduzione di Enrico Filippini, la cura e le note di Francesco Valagussa e “Con un saggio di Massimo Cacciari”. Il merito maggiore è quello di riproporre un testo che è entrato nella leggenda e nel citazionismo generalizzato che spesso è basato su interpretazioni più o meno corrette piuttosto che sulla lettura.
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Roberto Pacchioli

L'"estetizzazione diffusa"

Milano, pomeriggio di domenica 18 dicembre 2011, corso Vittorio Emanuele, grande magazzino “Zara” marchio internazionale di abbigliamento femminile. All’ingresso uno schieramento, come un plotone allineato e coperto, di manichini abbigliati con vestisti tutti molto simili e di identico colore nero: tipo Vanessa Beecroft. Dentro, come pezzo di arredamento, una grande “cista”esagonale con coperchio,  di porcellana smaltata monocroma: tipo Allan Mc Collum. Tra le varie
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Roberto Pacchioli

Merleau-Ponty e la rivoluzione copernicana

E’ costante  la riprova  di quanto ha inciso la svolta kantiana nella storia del pensiero quando il filosofo tedesco rese reciproco il rapporto tra l’uomo che “sente” e il mondo esterno che si fa “sentire”. Era il momento in cui maturava l’illuminismo, in cui si rielaboravano a livello filosofico le scoperte scientifiche di Keplero e  di Copernico che tolsero la terra e dunque l’uomo dal centro dell’universo, e soprattutto di Newton che matematizzò e mise in
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Roberto Pacchioli

Arte, scrittura e ontologia

Quella del rapporto tra  segno e ontologia  è una questione sulla quale  occorre  tornare in questo momento di radicale mutazione dei rapporti intersoggettivi dovuta ad un sistema di comunicazioni assolutamente originale e nuovo dato dal  passaggio dalla materialità all'immaterialità,  dall'hard al soft,  dall'analogico al digitale  per l'applicazione nella quotidianità dell'elettromagnetismo. La novità  è data dalla base estetica
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Roberto Pacchioli

Chuang-tzu e Le Corbusier: il mondo salvato dall'arte

Come possa essere la curva a mettere in rapporto l'oriente e l'occidente, il Tao con il contemporaneo, Chuang-tzu con Le Corbusier, l'estetica con l'economia e con il futuro, ce lo spiega Paolo Zanenga nel suo libro dal titolo “Le reti di Diotima” (Edizioni Carocci, 2009, 27 euro). “La strada rettilinea è una risposta a una sollecitazione, è frutto di un preciso intervento, di un atto di volontà, un risultato raggiunto in piena consapevolezza... La strada a curve è un risultato
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Roberto Pacchioli

Jean Clair. Basta con l'opera feticcio

Nel suo ’ultimo saggio (“L’inverno della cultura” Edizioni Skira), Jean Clair che ricordiamo,  ha curato anche una storica Biennale di Venezia dal tema “Identità e alterità”, pone, tra gli altri, il problema dell’opera d’arte, della sua essenza e funzione. Critica, l’utilizzo “mediatico” dell’opera avulsa da qualsiasi senso e contesto ma soprattutto rileva che  in alcuni casi essa nasce  all’unico scopo di stupire e fare notizia. Critica
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Roberto Pacchioli

Lucrezio, i neutrini e l'estetica

“Non vedi quanto più veloci e lontano devono andare, e percorrere una maggiore distesa di spazio, nello stesso tempo che i raggi del Sole riempiono il cielo?”. Piergiorgio Odifreddi il 23 settembre su “la Repubblica” ha spiegato quale è la portata della scoperta che la velocità della luce è stata superata da quella dei neutrini e inizia il suo articolo con una citazione dal “De rerum natura”. E' questo l'ennesimo riferimento al rapporto indissolubile tra l'arte ed il
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Roberto Pacchioli
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