
Si dice spesso che l’arte sia affetta da strabismo. Vive periodi nei quali il suo sguardo è rivolto al passato ed in altri al futuro. I nostri giorni sono, evidentemente non senza motivo, caratterizzati da molte ricerche solo ed esclusivamente rivolte al presente, addirittura all’attimo. Quella di Marina Abramovic è tra queste.
Le sue sono “performance” vissute, è proprio il caso di dire, in prima persona, alla cattura dell’istante nella scoperta della sua identità e, con essa, dell’essenza dell’arte. Il suo corpo è il riferimento interno ed Il corpo e la carne, l'hic et nunc di Marina Abramovic
Si dice spesso che l’arte sia affetta da strabismo. Vive periodi nei quali il suo sguardo è rivolto al passato ed in altri al futuro. I nostri giorni sono, evidentemente non senza motivo, caratterizzati da molte ricerche solo ed esclusivamente rivolte al presente, addirittura all’attimo. Quella di Marina Abramovic è tra queste. Le sue sono “performance” vissute, è proprio il caso di dire, in prima persona, alla cattura dell’istante nella scoperta della suaLa comprensione dell'opera d'arte tra Beuys e Holler
L'accusa più comune che viene fatta all'opera d'arte contemporanea è quella dell'incomprensione per il fruitore e la necessità che essa passi dalla interpretazione del critico o comunque degli addetti ai lavori. Una riflessione molto articolata sul punto è stata fatta in un incontro con studiosi e scrittori sviluppatosi durante tre giornate nel febbraio del 1985 tra Wangen e Achberg, in Germania. Protagonisti, oltre al pubblico, tra gli altri Joseph Beuys e Michael Ende, il notoWalter Benjamin: ieri, oggi e (speriamo) domani
E’ molto meritoria la pubblicazione da parte di Einaudi del più noto lavoro di Walter Benjamin “L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica”, traduzione di Enrico Filippini, la cura e le note di Francesco Valagussa e “Con un saggio di Massimo Cacciari”. Il merito maggiore è quello di riproporre un testo che è entrato nella leggenda e nel citazionismo generalizzato che spesso è basato su interpretazioni più o meno corrette piuttosto che sulla lettura.Merleau-Ponty e la rivoluzione copernicana
E’ costante la riprova di quanto ha inciso la svolta kantiana nella storia del pensiero quando il filosofo tedesco rese reciproco il rapporto tra l’uomo che “sente” e il mondo esterno che si fa “sentire”. Era il momento in cui maturava l’illuminismo, in cui si rielaboravano a livello filosofico le scoperte scientifiche di Keplero e di Copernico che tolsero la terra e dunque l’uomo dal centro dell’universo, e soprattutto di Newton che matematizzò e mise inChuang-tzu e Le Corbusier: il mondo salvato dall'arte
Come possa essere la curva a mettere in rapporto l'oriente e l'occidente, il Tao con il contemporaneo, Chuang-tzu con Le Corbusier, l'estetica con l'economia e con il futuro, ce lo spiega Paolo Zanenga nel suo libro dal titolo “Le reti di Diotima” (Edizioni Carocci, 2009, 27 euro). “La strada rettilinea è una risposta a una sollecitazione, è frutto di un preciso intervento, di un atto di volontà, un risultato raggiunto in piena consapevolezza... La strada a curve è un risultatoJean Clair. Basta con l'opera feticcio
Nel suo ’ultimo saggio (“L’inverno della cultura” Edizioni Skira), Jean Clair che ricordiamo, ha curato anche una storica Biennale di Venezia dal tema “Identità e alterità”, pone, tra gli altri, il problema dell’opera d’arte, della sua essenza e funzione. Critica, l’utilizzo “mediatico” dell’opera avulsa da qualsiasi senso e contesto ma soprattutto rileva che in alcuni casi essa nasce all’unico scopo di stupire e fare notizia. CriticaLucrezio, i neutrini e l'estetica
“Non vedi quanto più veloci e lontano devono andare, e percorrere una maggiore distesa di spazio, nello stesso tempo che i raggi del Sole riempiono il cielo?”. Piergiorgio Odifreddi il 23 settembre su “la Repubblica” ha spiegato quale è la portata della scoperta che la velocità della luce è stata superata da quella dei neutrini e inizia il suo articolo con una citazione dal “De rerum natura”. E' questo l'ennesimo riferimento al rapporto indissolubile tra l'arte ed il